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Duqaq
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Contents
• Fonti
• Note
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Fonti
Maliknamah
Il mwcgMaliknamah, un'opera redatta durante il regno del pronipote di Tuqaq mwcwAlp Arslan, (al potere dal 1063 al 1072), sulla base di testimonianze orali, è forse l'unico testo di una certa rilevanza che documenta la prima storia dei mwdaSelgiuchidi e di Tuqaq, in particolare.cite-ref-1[1] Le informazioni principali sono state estrapolate sulle basi di racconti forniti da Amir Inanj Beg, un anziano della tribù il quale vantava una vasta conoscenza delle genealogie.cite-ref-pea28-2-0[2] Sebbene il mwfqMaliknamah non sia sopravvissuto come opera, alcuni estratti relativi alle origini selgiuchidi sopravvivono tramite alcuni scritti, tra cui lmwfg'mwfwmwgaal-Kāmil fit-Tārīkh di mwgqIbn al-Athir (1231), lmwgg'mwgwAḵbār al-Dawlat al-Saljūqīya di Ibn Husayni (inizio mwhaXIII secolo), il mwhqmwhgChronicon Syriacum di mwhwBarebreo (metà XIII secolo), e il mwiaRawżat aṣ-ṣafāʾ di mwiqMirkhond.cite-ref-3[3]cite-ref-4[nota 1]
Saljuq-nama
Il mwlaSaljūq-Nāma, dedicato a Toghrul III e redatto nel 1175, afferma che Seljuq fosse figlio di Luqman, senza fornire alcun ulteriore dettaglio e senza mai citare nemmeno Tuqaq.cite-ref-5[4] Le numerose storie ispirate al mwmwSaljūq-Nāma ricalcano la medesima genealogia. Alcuni storici sostengono che Luqman sia in realtà un'interpolazione errata di Tuqaq; tuttavia, è possibile che il suo autore mwnaZahir al-Din Nishapuri intendesse alludere a mwnqLuqman, il saggio coranico omonimo, piuttosto che a un personaggio storico.cite-ref-6[5]
Accenni minori
Ibn Hassul, che servì come funzionario personale di Tughril (al potere dal 1037 al 1063) e la cui epistola precede il mwpaMaliknamah, riferisce qualcosa a proposito delle origini selgiuchidi, ma non menziona Tuqaq.cite-ref-7[nota 2] Tuttavia, egli attribuisce il conflitto che avrebbe visto come protagonista Tuqaq nel mwqqMaliknama, fornendone il maggior numero di dettagli, a Seljuq.cite-ref-pea29-8-0[6]cite-ref-9[7] Lmwsg'mwswal-Majmu` al-Mubarak di Giorgio Elmacino accenna a Tuqaq nel contesto della storia selgiuchide più antica, ma non cita alcuna fonte.cite-ref-10[8]
Affiliazioni etno-politiche
I Selgiuchidi, al pari di Tuqaq, vengono tradizionalmente ritenuti affini alla sottotribù Qiniq dei mwwaTurchi mwwqOghuz.cite-ref-11[9]cite-ref-12[nota 3] Tuttavia, la versione fornita dal mwygMaliknama descrive Tuqaq come un turco cazaro; se questa sia una rappresentazione fedele della realtà storica o un tentativo dei Selgiuchidi di intrecciare di finti legami con il grande impero cazaro rimane oggetto di dibattito.cite-ref-13[10] mwzwClifford Edmund Bosworth propende per quest'ultima ipotesi, mentre mwaaAndrew C.S. Peacock abbraccia una teoria contraria, ritenendo che l'impero godeva di scarso prestigio nel mondo arabo e quindi ciò non poteva spingere gli autori a inventare un simile collegamento nell'XI secolo.
Biografia
Mirkhond è colui che più di ogni altro riprende il mwawMaliknamah, identificando nello specifico Tuqaq come il consigliere principale del «re (Yabghu) dei Cazari».cite-ref-pea27-14-0[11] Il suo soprannome era mwcaTemuryaligh (lett. "arco di ferro"), una probabile allusione alla sua potenza e influenza,cite-ref-15[12] ed egli era il padre di mwdqSeljuq.cite-ref-pea27-14-1[11] Tuqaq seppe guadagnarsi la reputazione della nobiltà locale, composta perlopiù da Turchi, dopo aver contestato la decisione dello yabghu di razziare altre tribù turche innocenti. Benché avesse aggredito lo yabghu con una mazza e lo avesse fatto cadere da cavallo nel corso di un duello, sfuggì alla punizione poiché i nobili non acconsentirono a farlo uccidere.cite-ref-pea27-14-2[11] Tuqaq e lo yabghu seppellirono comunque presto le loro divergenze, tanto che i due continuarono a rimanere in buoni rapporti fino alla morte del sovrano, avvenuta anni dopo mentre veniva accompagnato in una campagna militare.
Barebreo dichiara anch'egli che Tuqaq fosse il genitore di Seljuq, ricordandolo semplicemente ricordato come un eccellente guerriero al servizio dei mwfwkhan cazari.cite-ref-pea28-2-1[2] mwhaal-Adim attesta che Tuqaq fosse il padre di Seljuq e un nobile dei Turchi cazari. I resoconti di Ibn Husayni e di al-Athir non solo menzionano Tuqaq come genitore di Seljuq, ma descrivono anche il conflitto, pur fornendo dei differenti dettagli essenziali.cite-ref-pea2930-16-0[13]cite-ref-17[nota 4] Secondo il loro racconto, Tuqaq aveva contestato lo yabghu dei «Turchi» accusandolo di aver condotto delle incursioni nelle «terre islamiche».cite-ref-pea2930-16-1[13]cite-ref-18[14] Inoltre, dopo lo scontro, i nobili di corte non giocarono un ruolo significativo e non accorsero in aiuto di Tuqaq.cite-ref-ric31-19-0[15]cite-ref-bos9-20-0[16]cite-ref-21[nota 5] È probabile che sia Husayni sia al-Athir si fossero basati su un'edizione alternativa del mwoqMaliknamah, forse diffusasi fra gli stessi Selgiuchidi, e tesa a esaltare la mwogpietas religiosa dei Selgiuchidi ancestrali.cite-ref-22[17]
Rilevanza storica
Note
Esplicative
cite-note-4nota 1. ↑ Né al-Athir né Ibn Husayni menzionano il mwuaMaliknamah; tuttavia, a un confronto con Mirkhond sono emerse delle frasi e delle formulazioni comuni. Inoltre, il mwuqBughyat al-Talab fī Tārīkh Ḥalab di Giorgio Elmacino cita direttamente Beg ed è probabilmente legato al mwugMaliknamah: mwuwmwvaPeacock (2010),mwvq p. 28.
cite-note-7nota 2. ↑ L'opera mwwqTafḍīl al-Atrāk è andata perduta, ma la parte introduttiva è invece sopravvissuta: mwwgmwwwPeacock (2010),mwxa p. 29.
cite-note-12nota 3. ↑ Dall'mwyaVIII al mwyqX secolo, i Turchi Oghuz migrarono attraverso l'mwygEurasia, nello specifico dalle loro terre ancestrali, in mwywMongolia, alla mwzaTransoxiana e alle aree di pascolo verso il mwzqVolga, per ragioni abbastanza sconosciute: mwzgmwzwPeacock (2010),mw0a pp. 18-20. Essi si distribuirono su una vasta area, soppiantando grandi potenze precedenti come i mw0qCazari e i mw0gSamanidi, e sottomettendosi forse all'autorità di uno mw0wyabghu: mw1amw1qPeacock (2010),mw1g pp. 21-23.
cite-note-17nota 4. ↑ Sia al-Athir sia Husayni, probabilmente per la loro scarsa familiarità con la cultura mw2gturcomanna, sostengono grossolanamente che "Temuryaligh" corrispondesse a Tuqaq.
cite-note-21nota 5. ↑ Stando a Husayni, Tuqaq fu incarcerato e «poté soltanto limitarsi a pregare Allah»: mw3gmw3wBosworth (2011),mw4a p. 9. Nella versione di al-Athir, si verificò uno scontro tra le forze dello yabghu e coloro che sostenevano Tuqaq; alla fine, quest'ultimo fu abbandonato a se stesso: mw4qmw4gRichards (2010),mw4w p. 31. Entrambi concordano sul fatto che lo yabghu e Tuqaq si riconciliarono: mw5amw5qRichards (2010),mw5g p. 31; mw5wmw6aBosworth (2011),mw6q p. 9.
Bibliografiche
cite-note-11. ↑ mw8qmw8gCahen (2007),mw8w p. 315.
cite-note-pea28-22. ↑ mw-qmw-gPeacock (2010),mw-w p. 28.
cite-note-33. ↑ mw-wmwaqaPeacock (2010),mwaqe pp. 8-9.
cite-note-54. ↑ mwaqumwaqyPeacock (2010),mwaqc p. 30.
cite-note-65. ↑ mwaqsmwaqwPeacock (2010),mwaq0 p. 31.
cite-note-pea29-86. ↑ mwaremwariPeacock (2010),mwarm p. 29.
cite-note-97. ↑ mwarcmwargFrenkel (2015),mwark pp. 19, 82.
cite-note-108. ↑ mwar0mwar4Frenkel (2015),mwar8 p. 84.
cite-note-119. ↑ mwasmmwasqPeacock (2010),mwasu p. 17.
cite-note-1310. ↑ mwaskmwasoPeacock (2010),mwass pp. 16-23.
cite-note-pea27-1411. ↑ mwatmmwatqPeacock (2010),mwatu p. 27.
cite-note-1512. ↑ mwatkmwatoLange (2012),mwats p. 30.
cite-note-pea2930-1613. ↑ mwauemwauiPeacock (2010),mwaum pp. 29-30.
cite-note-1814. ↑ mwaucmwaugMecit (2013),mwauk p. 2.
cite-note-ric31-1915. ↑ mwau0mwau4Richards (2010),mwau8 p. 31.
cite-note-bos9-2016. ↑ mwavmmwavqBosworth (2011),mwavu p. 9.
cite-note-2217. ↑ mwavkmwavoPeacock (2010),mwavs pp. 30-32.
cite-note-2318. ↑ mwav8mwawaPeacock (2010),mwawe p. 37.
Bibliografia
Fonti primarie
• citerefbosworth-2011Clifford E. Bosworth, The History of the Seljuq State: A Translation with Commentary of the Akhbar al-dawla al-saljuqiyya, Routledge, 2011, ISBN 978-11-38-78903-6.
• citerefibn-al-athirIbn al-Athir, The Annals of the Saljuq Turks: Selections from Al-Kāmil Fī’l- Ta’rīkh of Izz Al-Dīn Ibn Al-Athīr, traduzione di D.S. Richards, Londra, 2002.
Fonti secondarie
• citerefcahen-2007(EN) Claude Cahen, The Malik-Nāma and the History of Seljuqid Origins, in Clifford E. Bosworth, The Turks in the Early Islamic World, traduzione di Philip Simpson, 2007, ISBN 978-13-15-23671-1.
• citereffrenkel-2015(EN) Yehoshua Frenkel, The Turkic Peoples in Medieval Arabic Writings, Routledge, 2015, ISBN 978-13-15-75295-2.
• citereflange-2012(EN) Christian Lange, Seljuqs: Politics, Society and Culture, Edinburgh University Press, 2012.
• citerefmecit-2013(EN) Songul Mecit, The Rum Seljuqs: Evolution of a Dynasty, Routledge, 2013, ISBN 978-11-34-50906-5.
• citerefpeacock-2010(EN) Andrew C.S. Peacock, Early Seljuq History, 1ª ed., 2010, ISBN 978-04-15-86482-4.
Voci correlate